Approfondimento della notizia pubblicata lunedì 6 febbraio 2006 alle ore 11:33

Argomento: Argomento generale
Personale: Docenti medie superiori
Scuola: Scuola media superiore

SPERIMENTAZIONE SCUOLA SECONDARIA

Firmato il decreto. Ma gli studenti non si sono già preiscritti?

Il Ministro Moratti ha firmato il decreto per l’avvio della sperimentazione della riforma della scuola secondaria di II grado a partire da settembre dell’a.s. 2006/2007 (D.M. 31 gennaio 2006, n. 775).

Le scuole potranno decidere, in base al decreto, di aderire o meno, con scelta volontaria, alle innovazioni introdotte dalla riforma, modificando l’assetto delle discipline e dei quadri orari delle prime classi.

 

 

Osservazioni

 

Il decreto del Ministro viene emanato dopo il termine ultimo per le iscrizioni da parte degli alunni ed è stato firmato nonostante le opposizioni manifestate in merito dalla Conferenza delle Regioni.

La mancata intesa con le Regioni acuisce ancor di più quel clima di “scollamento” tra le istituzioni, che impedisce un’autentica leale collaborazione nell’applicazione del titolo V della Costituzione.

L’art. 1 del citato decreto parla di promozione “ai sensi dell’art. 11 del DPR 8/3/99 n. 275, (di) un progetto, in ambito nazionale concernente l’introduzione di innovazioni riguardanti gli ordinamenti liceali e l’articolazione dei relativi percorsi di studio, come previsti dal decreto legislativo n. 226/2005”.

L’introduzione delle “innovazioni” può venire, dunque, solo previa deliberazione degli organi collegiali, e quindi soprattutto del collegio dei docenti.

 

 

Il 28 dicembre 2005 erano stati anche firmati i decreti ministeriali con i quali, in applicazione dell’art. 27 del decreto legislativo n. 226/2005, sono stati definiti:

-       le tabelle di confluenza dei previgenti percorsi di istruzione secondaria superiore nei percorsi liceali previsti dal medesimo decreto legislativo;

-       le tabelle di corrispondenza dei titoli di studio in uscita previsti dai previgenti percorsi di istruzione secondaria di secondo grado con i titoli di studio in uscita dei percorsi liceali di cui al decreto legislativo 226/2005;

-       l’incremento fino al 20% della quota dei piani di studi rimessa alle istituzioni scolastiche, nell’ambito degli indirizzi definiti dalle regioni, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale in uscita dai percorsi liceali di cui al decreto legislativo 226/2005.

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