Approfondimento della notizia pubblicata mercoledì 18 aprile 2001 - ore 00:00

Argomento: CCNL
Personale: 7
Scuola: Settore secondario (scuola media inf. e sup.)

RIORDINO CICLI
Presentati il 10 aprile i risultati del sondaggio promosso dallo SNALS sul piano predisposto dal Ministro De Mauro per l'attuazione della legge sul riordino dei cicli.
Alla conferenza stampa del segretario generale Fedele Ricciuto erano presenti i rappresentanti di: TG1, Agenzie: ANSA, AGI, ADN KRONOS, e di numerose testate giornalistiche. La Conferenza è stata preceduta da una lunga intervista televisiva rilasciata al TG1 della RAI. Le domande poste dai giornalisti miravano a comprendere sia la modalità di distribuzione della scheda-sondaggio e di raccolta delle risposte, sia l'interpretazione che lo SNALS dà dei risultati emersi dal sondaggio e su come il sindacato intende atteggiarsi per il futuro riguardo al piano di attuazione del riordino dei cicli. Il Segretario Generale nelle sue risposte ha messo in evidenza che il mancato coinvolgimento delle scuole, l’improvvisazione sul piano organizzativo, le scarse risorse economiche, la mancata predisposizione di un piano di formazione dei docenti, il ricorso al salto di classe per contenere la cosiddetta “onda lunga” sono alcuni dei motivi per i quali lo SNALS chiede, confortato anche dalle oltre 34.000 risposte al questionario SNALS, il rinvio del piano di attuazione, nella convinzione che la riforma dell’ordinamento scolastico debba soprattutto ottenere il consenso dei docenti, dei genitori e degli studenti, che sono i protagonisti dell’auspicato cambiamento. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha, invece, privilegiato la via amministrativa per forzare i tempi dell’attuazione, nonostante molti settori della società civile tuttora avanzino dubbi e perplessità circa la positività e la fattibilità di un progetto che appare sempre più nebuloso e disarticolato. Per quanto riguarda poi le indicazioni curricolari, lo SNALS - ha aggiunto il Segretario Generale - rileva come il loro impianto pragmatista e funzionalista, non raccordandosi con la ratio costitutiva dell’autonomia, peraltro incompiuta, vanifichi le ragioni stesse della riforma ordinamentale che non può e non deve rispondere alle sole istanze del mondo del lavoro, trovando essa la propria destinazione di scopo nella domanda di “educazione – formazione – istruzione” avanzata dalla società civile nel suo complesso. L’eccessiva semplificazione delle conoscenze, il rifiuto dell’assetto storico dei saperi, la parzialità delle indicazioni curricolari che interessano nella fattispecie la sola scuola di base, sono motivi di ulteriore preoccupazione, considerato l’obbligo fatto alla scuola di assicurare pari opportunità educative e formative a tutti gli alunni, offrendo percorsi didattici ricchi di sollecitazioni, nel segno del pluralismo culturale, della libertà di ricerca e della continuità degli studi. Il rinvio consentirebbe - ha concluso il Segretario Generale - anche di aprire un ampio confronto con tutte le forze politiche e sociali sulla funzione istituzionale della scuola e sulle finalità educative e formative della stessa.

 

 

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