Approfondimento della notizia pubblicata sabato 17 febbraio 2001 - ore 00:00

Argomento: Contratto a tempo indeterminato
Personale: 7
Scuola: Settore secondario (scuola media inf. e sup.)

BIENNIO ECONOMICO
Lo Snals-Confsal respinge l’accordo. Pubblichiamo il testo della mozione finale, votata all’unanimità, del Comitato Centrale svoltosi in data 15 febbraio 2001
MOZIONE FINALE DEL COMITATO CENTRALE TENUTOSI A ROMA IN DATA 15 FEBBRAIO 2001 Sussiste un raccordo funzionale tra il rinnovo contrattuale 2000-2001 e la politica delle riforme e, in particolare, tra il riconoscimento delle professionalità, del ruolo sociale degli operatori scolastici e gli aumenti retributivi. Per questi motivi lo SNALS ritiene che la concertazione politica e la successiva trattativa contrattuale avrebbero dovuto affrontare con seria responsabilità la vertenza scuola, mediante l’adozione di un piano pluriennale di investimenti, per equiparare le retribuzioni degli operatori scolastici a quelle degli altri Paesi della Comunità Europea nonché a quelle delle altre categorie del Pubblico Impiego. La risposta negativa del Governo a questa richiesta centrale ed irrinunciabile ha svuotato il contratto della sua valenza politica, riconoscendo alla scuola irrisori aumenti salariali, senza per questo porre in essere le condizioni perché fosse valorizzata la funzione della scuola, da intendere a servizio della persona umana e del cittadino. Con queste premesse il Comitato Centrale respinge i termini dell’accordo intercorso tra l’ARAN ed i Sindacati confederali, anche per i motivi qui di seguito espressi: · il personale docente riceverà aumenti mensili netti irrisori; · aumenterà la conflittualità nella scuola per effetto dei meccanismi di distribuzione di determinate risorse che, affidate alla negoziazione d’istituto, inficiano ruolo e competenze degli Organi Collegiali; · non sono previste risorse aggiuntive per il personale A.T.A.; · i Direttori Amministrativi vedono riconoscersi solo parzialmente gli effetti del nuovo inquadramento già acquisito per norma contrattuale. Il Comitato Centrale, altresì, stigmatizza: · l’intesa di basso profilo raggiunta tra il Governo ed i Sindacati Confederali che costituisce un autentico tradimento delle attese manifestate dall’universo scuola; · gli atti d’indirizzo del Governo che hanno pesantemente condizionato l’andamento delle trattative; · la prospettiva di assimilare la Dirigenza scolastica a quella amministrativa, considerato che l’autonomia scolastica si fonda sulla collegialità delle decisioni e delle deliberazioni, in ragione di quella responsabilità diffusa che nega peraltro in radice ogni pretesa volta a valutare atti ed azioni del Dirigente scolastico. Tutto questo d’altronde conferma i contenuti e le linee della piattaforma programmatica predisposta dallo SNALS a tutela e in difesa delle legittime richieste dei Dirigenti scolastici e il Comitato Centrale sente il dovere di affermare, nel contempo, che il perseguimento degli obiettivi di valorizzazione professionale dei Dirigenti scolastici deve essere coniugato e armonizzato all’interno di un quadro di riferimento convincente e pervasivo per tutto il personale della scuola. Il Comitato Centrale infine: DENUNCIA l’incoerenza della politica scolastica del Ministro della P.I. che, dopo aver esordito con insolita esternazione sugli “stipendi da fame” del personale della scuola ha mantenuto nel corso della lunga trattativa contrattuale un atteggiamento “passivo”; IMPEGNA la Segreteria Generale a porre in essere tutte le condizioni perché sia assicurata una soluzione politica ai problemi della scuola, a garanzia dei diritti del personale, dei genitori e degli alunni, tutti interessati da una riforma degli studi che si va realizzando soprattutto per via amministrativa, generando confusione, tensione ed ulteriore disorientamento nella scuola; SOLLECITA la Segreteria Generale a riprendere con energia le azioni di sensibilizzazione e di lotta mediante l’adozione di adeguate forme di “pressione politica” e di protesta sindacale, al fine di dare voce alla indignazione ed alla insoddisfazione del personale della scuola. Approvata all’unanimità

 

 

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