Approfondimento della notizia pubblicata martedý 14 novembre 2000 - ore 00:00

Argomento: Contratto a tempo indeterminato
Personale: 7
Scuola: Settore secondario (scuola media inf. e sup.)

STIPENDI EUROPEI? (3) INCONTRO A PALAZZO CHIGI
A conclusione degli incontri tenutisi il 25, il 26 e il 30 ottobre il confronto tra la retribuzione dei docenti italiani e quella degli altri paesi si sta arenando in una sterile e inutile discussione che non lascia presagire l’individuazione delle risorse da noi auspicate. Non siamo sulla strada giusta!
Ecco il resoconto degli incontri dei giorni 25-26-30 ottobre 2000 A) Adeguamento retributivo dei docenti La delegazione di parte pubblica ha presentato tabelle comparative, per ordine di scuola, delle retribuzioni 1998 dei docenti nei 15 paesi dell’Unione Europea, assumendo come termini di confronto lo stipendio iniziale, quello a 15 anni di anzianitÓ e a fine carriera. I dati sono stati resi omogenei monetariamente, attraverso la moneta virtuale del dollaro USA, e per paritÓ di potere d’acquisto, considerando i diversi regimi inflattivi. Le tabelle riportano anche il dato riferito alle retribuzioni per unitÓ oraria d’insegnamento e sono state elaborate con e senza il dato relativo all’indennitÓ di buonuscita. Le tabelle riepilogative riportano gli scostamenti retributivi espressi in lire, anche a paritÓ di ore di insegnamento. La delegazione dello SNALS ha fatto presente quanto segue: A1. I limiti del dato retributivo base, avendo lo studio governativo considerato solo la retribuzione fondamentale (stipendio e indennitÓ integrativa speciale) e quella accessoria fissa e continuativa, escludendo la retribuzione accessoria variabile legata a prestazioni differenziate e ad incarichi ed impegni vari. Oltretutto, in Italia, l’accessorio ha assunto concretezza solo con l’ultimo contratto, mentre nella maggior parte degli altri 14 paesi le risorse destinate all’accessorio variabile assumono una certa rilevanza. Pertanto, va rilevato lo scarto anche sul dato “accessorio variabile”, il quale renderebbe pi¨ consistente il gap retributivo tra le retribuzioni italiane e quelle europee. A2. La mancata considerazione del dato “reddito disponibile”, vale a dire le risorse finanziarie disponibili per operatore scolastico, al netto di ogni imposta, tassa e contributo nazionale e locale, da elaborare tenendo conto dei diversi regimi fiscali retributivi dei 15 paesi. A3. I limiti della comparazione del dato storico ’98. Infatti lo studio governativo non tiene conto dell’evoluzione delle retribuzioni nel 1999 (ultimo anno del biennio economico ‘98/99) e nel 2000 (primo anno del biennio economico 2000/2001, che in Italia non Ŕ stato ancora contrattato). E’ il caso di rilevare che Ŕ indispensabile considerare il dato prospettico della dinamica delle retribuzioni almeno del prossimo triennio (2001/2003) per poter definire un adeguato piano finanziario pluriennale. A4. La mancata considerazione degli addensamenti del personale docente per livello e classe stipendiale. Il riferimento allo stipendio, iniziale, a 15 anni e a fine carriera (semplici valori di posizione), non contribuisce a determinare il fabbisogno finanziario per la colmatura del gap. La delegazione dello SNALS si Ŕ battuta soprattutto per la rilevazione degli scostamenti degli stipendi italiani in relazione agli stipendi dei paesi “forti” dell’U.E., come: Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, con i quali l’Italia compete nella grande Europa della cultura, della formaizone e delle professioni. Infatti la rivendicazione SNALS Ŕ quella di riferire gli stipendi italiani a quelli europei e non alla media europea, influenzata dai paesi “deboli”. La risposta governativa, quindi, va data in riferimento ai Paesi “forti”. B. Retribuzione ATA in attuazione degli istituti contrattuali vigenti e delle intese B1. ATA trasferiti dagli Enti Locali allo Stato. Il confronto si Ŕ incentrato sulla stima della riduzione dei trasferimenti erariali dallo Stato agli Enti locali, in relazione al personale trasferito. Si Ŕ appreso che il Governo sta per avviare una procedura "coattiva" per la riduzione delle risorse agli Enti locali, da destinare al contratto scuola. La delegazione dello SNALS ha chiesto che siano iscritte in finanziaria le risorse in proporzione all'aumento del personale statale per applicare puntualmente gli istituti contrattuali, dati i prevedibili tempi lunghi per la definizione della questione Stato-Enti locali. B2. Inquadramento del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Lo SNALS ha chiesto risorse per 80 miliardi per applicare l'art. 34 del CCNL-Scuola del 26.5.99, in analogia con l'art. 19 del citato contratto, relativo alla dirigenza scolastica. Al momento, sulle due questioni di cui ai punti B1 e B2, la parte pubblica si Ŕ riservata di fornire uno studio per il prossimo incontro. C. Sgravi fiscali del personale della scuola Si Ŕ appreso, in sede tecnica, che gli sgravi fiscali in relazione alle spese professionali e all'esercizio della funzione docente sono all'attenzione del Governo. Anche su tale questione la parte pubblica non ha fornito al momento dati. Infine la parte pubblica non ha aggiunto nulla, nonostante le pressioni SNALS, sull'autorizzazione interministeriale relativa al numero delle immissioni in ruolo e sull'emanazione dell'atto di indirizzo per il biennio economico 2000-2001 e per la dirigenza scolastica. In conclusione il tavolo tecnico si sta rivelando, oltre che difficoltoso, scarsamente produttivo di supporti utili al successivo Tavolo politico (30 ott. 2000)

 

 

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