Approfondimento della notizia pubblicata giovedì 29 novembre 2018 - ore 11:55

Argomento: Argomento generale
Personale: Precari di ogni ordine di scuola
Scuola: Tutti gli ordini e gradi di scuola

SUPPLENTI CON 36 MESI

Verso nuove norme



È in discussione, per la sua approvazione, alla VII Commissione del Senato, la proposta di legge in materia di contratti a tempo determinato del personale docente. Si tratta di riformulare il comma 131 della legge detta” Buona Scuola” (107/2015), dopo che l’art. 4bis della legge 12 luglio 2018, n. 87 lo aveva abrogato.

 

Il comma 131 recitava:

A decorrere dal 1º settembre 2016, i contratti di  lavoro  a tempo determinato stipulati  con  il  personale  docente,  educativo, amministrativo,  tecnico   e   ausiliario   presso   le   istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di  trentasei mesi, anche non continuativi.

Questa clausola

  • impediva a chi ha lavorato per tre anni di continuare a lavorare con gli incarichi annuali e

  • aggirava la normativa europea

  • poneva un limite ai contratti a termine

 

La sua eliminazione è stata assolutamente la giusta soluzione, condivisa ampiamente dallo Snals.

Infatti, un contratto reiterato per più di tre annualità è la prova che quel rapporto di lavoro va convertito in un posto a tempo indeterminato.

 

 

La norma in oggetto, secondo la ratio del legislatore dell’epoca, non doveva costituire un problema, stante la regolarità dei concorsi e quindi le assunzioni in ruolo che sarebbero avvenute con continuità. Ma la realtà si è rivelata diversa e tale norma, nella sua definizione così come è, rischia di lasciare senza lavoro numerosi docenti, con la perdita inevitabile del bagaglio di esperienza maturato negli anni.

 

L’art. 1 del DDL in discussione si declina in tre commi: 131, 131 bis e 131 ter:

 

Nel comma 131 viene espressamente stabilito che se i docenti, il personale educativo e ATA hanno lavorato per più di tre anni con contratti a tempo determinato su posti vacanti e disponibili hanno diritto ad essere stabilizzati con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

 

Al capoverso 131-bis si stabilisce che alla scadenza del terzo anno di servizio, ai docenti, al personale educativo e ATA è attribuita la precedenza per la stipula di contratti a tempo indeterminato, nell’ambito delle graduatorie in cui risultino inseriti.

 

Il capoverso 131-ter inserisce una clausola di salvaguardia per tutti quegli insegnanti, quel personale educativo e ATA che, allo scadere dei tre anni di servizio, si trovino nell’impossibilità di conseguire la stabilizza zione a causa di carenza di posti.

 

Viene precisato nel disegno di legge che la norma tutela esclusivamente coloro che hanno maturato i tre anni di servizio su posto vacante e disponibile e non anche coloro che hanno prestato servizio per lo stesso periodo di tempo su posti disponibili di fatto o in supplenze temporanee.

In tali ultime due ipotesi infatti, pur verificandosi di fatto la stessa evenienza («servizio prestato per 36 mesi anche non continuativi»), diversa ne è la causale.

 

L’abolizione del comma 131, secondo lo Snals è stato un primo passo: il provvedimento deve essere accompagnato da un solido e prolungato piano di assunzioni, misura imprescindibile per dare risposta ai tanti lavoratori docenti, educatori e ATA che da anni, con il proprio lavoro, danno un contributo fondamentale al funzionamento della scuola pubblica.

Ma anche la nuova formulazione lascia “per strada” numerosi docenti!

 


 

 

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