Approfondimento della notizia pubblicata venerdì 27 aprile 2018 - ore 23:34

Argomento: RSU - Rappresentanze Sindacali Unitarie
Personale: Tutto il personale in servizio
Scuola: Tutti gli ordini e gradi di scuola

CARA SCUOLA

Dopo le elezioni RSU. Soddisfazione e riflessione.


Esagono: 28




















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Giovanni Giordano                                                            24-04-2018

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Elezioni RSU

 

LA COERENZA

NON È ANCORA UNA VIRTÙ

 

Per noi c'è di che essere soddisfatti dei risultati delle elezioni RSU.

Primi o secondi in almeno un quarto delle scuole della provincia; nostre RSU elette in più della metà delle scuole; aumento in termini di voti e di percentuali rispetto alle volte scorse; conferma del terzo posto.

Hanno votato poco più del 68% degli elettori (di poco inferiore alla volta scorsa);  elezioni valide in 96 scuole su 98: in una non si è raggiunto il quorum e in un'altra il numero delle schede votate è risultato superiore ai votanti.

Per un'altra scuola, ancora, c'è un ricorso pendente per lo stesso motivo (mancata corrispondenza tra schede e votanti).

 

E c'è anche di che riflettere.

In provincia di Venezia operiamo in un quadro di difficoltà a causa del nostro atteggiamento: noi vogliamo far funzionare  la Scuola nel rispetto delle regole e dei diritti del personale. Una posizione autonoma, in contrasto con l'agire allineato che ci ha portato, talvolta, a scontrarci  con il DS di turno e/o con coloro che "godono" di posizioni privilegiate. Ma forse non  abbiamo spiegato bene ai colleghi che ogni ostacolo, ogni limite all’ordine costituito sono fattori di opposizione al conformismo dilgante.

L'aver partecipato attivamente ai lavori della RSU, l'esserci esposti con un comportamento chiaro e coerente   non hanno pesato sul voto. Anzi, talvolta sono state premiate le posizioni altalenanti, gli atteggiamenti passivi, l'acquiescenza pronta e servile, la firma dei contratti integrativi senza condizioni. Ma non vogliamo pensare che oggi si voti ancora per ragioni diverse da quelle dettate dalla propria consapevolezza. No. Nella Scuola no!

 

Neppure la vicenda del contratto nazionale è riuscita a spostare un solo voto.

Almeno a Venezia i 2/3 degli elettori hanno dato il loro consenso ai sindacati che, o il 9 febbraio o il 19 aprile, hanno firmato un contratto nazionale in cui sono recepite le peggiori nefandezze del d.lgs. 150/2009 (decreto "Brunetta") e della legge 107/2015 ("Buona Scuola"). L'opera di sottrazione dei diritti procede lentamente ma incessantemente. A breve cominceranno a vedersene i frutti velenosi, ma non sarà più possibile esprimere il proprio dissenso.Alla fine appariranno privilegi quelli che sono diritti.

 

Ed allora, la firma del contratto è stata senza conseguenze perché non sono ancora evidenti gli effetti deleteri né è evidente la sistematica rimozione dei diritti a favore di un consenso generalizzato alla condizione attu ale e la coerenza non è stata premiata perché non è ancora una virtù.

Ma siamo fiduciosi. Sempre!

 

 

 

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