Approfondimento della notizia pubblicata venerdì 19 giugno 2015 - ore 14:40

Argomento: Contratti a tempo indeterminato
Personale: Precari di ogni ordine di scuola
Scuola: Tutti gli ordini e gradi di scuola

PRECARIATO

La Corte Costituzionale rinvia udienza per la sentenza sulla reiterazione dei  contratti a termine.


Perché? Come mai? Ci dobbiamo preoccupare?

 

Come è noto la Corte europea il 26 novembre 2014 aveva stabilito che l'utilizzo di personale a termine su un posto vacante in attesa dello svolgimento di un concorso pur se  legittima, nella sua attuazione concreta era (ed è) contraria alla Direttiva che impone l'adozione di

  • misure preventive (ragioni oggettive, numero massimo dei rinnovi e durata complessiva dei contratti a termine);

  • misure sanzionatorie (riconoscimento di una rapporto di lavoro a tempo indeterminato od altra misura equivalente ed effettiva).

Nessuna di queste misure è in alcun modo prevista nella disciplina relativa alla scuola in Italia.

 

La sentenza europea aveva di fatto rinviato tutto al giudice nazionale, che  avrebbe dovuto decidere,  appunto il 23 giugno, sull’abuso dei contratti a termine per il reclutamento in Italia.

Ma la Corte Costituzionale ha rinviato l'udienza a data da destinarsi.

 


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Intanto è rottura totale tra governo e sindacati sulla riforma della scuola.

In gioco c'è anche  il destino di migliaia di precari che, riforma o non riforma della scuola, hanno il diritto di ricevere risposte sul loro futuro.

I sindacati, l'opposizione, la minoranza interna del PD, hanno chiesto a gran voce un decreto legge che, in attesa dell'approvazione del testo, metta almeno al sicuro i lavoratori. Una soluzione respinta dall'esecutivo che, anzi, ha rilanciato pubblicamente la sua sfida legando a doppio filo l'approvazione dell'intera riforma alle 100mila assunzioni previste dal testo stesso.  Unire l'approvazione del testo alle assunzioni dei precari è una forma vile e scontata di ricatto.

Sul tema delle 100mila assunzioni, comunque,  si confonde l'assunzione con la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a indeterminato. Sono tutte persone che già lavorano e sono sfruttati perché sono pagati meno. Lo spot del premier è che ci saranno nuove assunzioni ma la realtà è che si tratta di stabilizzazioni.

 

La mobilitazione dei sindacati prosegue in tutta Italia. Ieri al Pantheon di Roma, FLC CGIL - CISL Scuola - UIL Scuola - SNALS Confsal - GILDA Unams, si sono ritrovate per ribadire il loro no al progetto di riforma della scuola avanzato dal governo.

Tre sono le richieste avanzate dalle sigle:

  1. l'assunzione dei 100mila precari attraverso un piano di stabilizzazione,

  2. il blocco immediato del ddl,  giudicato incostituzionale,

  3. l'apertura di una discussione per mettere in campo - nei prossimi mesi - un progetto di cambiamento concertato e condiviso con chi nella scuola ci lavora.

     

     

     

 

 

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