Approfondimento della notizia pubblicata martedì 31 agosto 2010 - ore 21:26

Argomento: Argomento generale
Personale: Tutto il personale in servizio
Scuola: Tutti gli ordini e gradi di scuola

NUOVO ANNO SCOLASTICO

Essere informati contro i disinformatori che mescolano verità e menzogne, realtà ed esagerazioni, norme e consuetudini.

Essere consapevoli che la condizione che viviamo non è ontologica e che bisogna sconfiggere quel fatalismo che giudica velleitaria e inutile la volontà/la forza di cambiare.

Come augurio per l’inizio del nuovo anno scolastico  vi esortiamo alla partecipazione e vi riproponiamo  uno stralcio dall’appello dello Snals di Venezia, già diffuso il 25 agosto u.s. :

 

 

E allora, che fare?

Bene le proteste, gli scioperi, le manifestazioni, ogni iniziativa … . Tutte le forme di lotta vanno rispettate perché creano un momento di vivacità, di confronto e di presenza, però la Scuola bisogna viverla. Significa che il nostro convincimento di poter conseguire i nostri obiettivi deve essere saldo, la nostra presenza quotidiana, la rivolta continua, la partecipazione totale.

Vivere la Scuola è assolvimento pieno ai propri doveri,  esercizio dei propri diritti, per dimostrare –a chi non lo ha capito, forse anche per nostra responsabilità- che i tagli lineari danneggiano la qualità del sistema scolastico; che l’aumento degli alunni per classe in maniera generalizzata non garantisce la sicurezza nelle aule; che la riduzione degli organici e la riduzione dei quadri orario consentono –forse – di conseguire i risultati economici prefissati ma mandano alla sbaraglio la scuola pubblica statale.

 

E come si fa?

Vi sembrerà strano ma le norme legislative e contrattuali regolano tutta la vita della Scuola e del suo personale, con gli ovvii riflessi su alunni e genitori. Se manca qualcosa è scritto nei contratti di istituto e/o è demandato alle delibere degli organi collegiali della Scuola dell’autonomia.

Quindi senza inventarci niente, anzi nel pieno rispetto dei nostri doveri funzionali,  dobbiamo comportarci in modo da dimostrare che:

  • la riduzione del personale crea disfunzioni nel caso di assenze improvvise e talvolta non permette neppure la copertura di tutte le ore curriculari;

non facciamo ore in più dell’orario di cattedra né tantomeno accettiamo una cattedra superiore a 18 ore settimanali;

  • ci sono precisi limiti, dovuti alla capienza delle aule, per la formazione delle classi;

non possiamo insegnare in un’ aula nella quale ci siano  più alunni di quanto la superficie ne consenta di contenere;

  • la riduzione del quadro orario degli alunni ha tagliato gli organici e stravolto gli indirizzi professionalizzanti;

             no a tutte le attività aggiuntive pagate con il FIS. La  contropartita è un’elemosina (non va              taciuto,     comunque, che alcuni docenti già godono di un buon riconoscimento economico derivante dal      FIS, con la copertura, purtroppo, della contrattazione di istituto);

          nessuna disponibilità a supplenze e/o a ore eccedenti;

 

  • che le condizioni di disagio degli alunni (diversamente abili, stranieri, con difficoltà serie…) devono essere attentamente considerate;                                                           attenzione alla formazione delle classi e alla determinazione degli organici

e l’elenco potrebbe continuare!

 

 

Dunque, se siamo convinti che gli interventi del Governo sulla scuola danneggiano l’attività didattica, dobbiamo dimostrarlo con i fatti, oltre le parole.

 

Atteggiamenti, comportamenti che vanno assunti, se necessario, quotidianamente.

E’ l’appello dello Snals Confsal di Venezia alla partecipazione consapevole per cominciare e/o continuare ad avere la sensazione che le cose possano cambiare. Le possiamo cambiare.

 

 

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