Approfondimento della notizia pubblicata mercoledì 20 gennaio 2010 - ore 15.45

Argomento: Argomento generale
Personale: Tutto il personale in servizio
Scuola: Tutti gli ordini e gradi di scuola

PROGRAMMA ANNUALE PER IL 2010

Ridotti la spesa e i servizi di pulizia nelle scuole.

Chi deve coprire i servizi che le imprese non svolgono più?

Indicazioni operative per i collaboratori scolastici e per il tavolo di contrattazione.

 

  1. La nota ministeriale. I problemi. Le conseguenze.

La nota ministeriale  n. 9537 del 14 dicembre 2009 sul Programma annuale delle istituzioni scolastiche per il 2010 pone una serie di problemi di metodo, di merito, di cambio delle regole vigenti (autonomia scolastica e regolamento di contabilità), di inosservanza dei parametri di finanziamento alle Scuole con conseguente riduzione delle risorse economiche (che si aggiunge ai tagli agli organici), di grave attacco alla sopravvivenza della Scuola pubblica, di graduale esautorazione delle prerogative della contrattazione… .

Tutto questo genera confusione, conflitti, aumenta i carichi di lavoro dei collaboratori scolastici, mette le scuole nella condizione di applicare con difficoltà le nuove norme… .

 

Queste problematiche generali sono affrontate dalle segreterie generali delle OOSS Snals Confsal, Gilda, Uil Scuola, Cisl Scuola, Flc Cgil che, con nota unitaria del 19 gennaio 2010,  hanno chiesto al MIUR, un incontro “…urgente per discutere sui finanziamenti alle istituzioni scolastiche e sulle problematiche sollevate dalla recente nota ministeriale sul Programma Annuale 2010.”

 

 

 

  1. Ecco un primo problema,  quello relativo alla spesa per le imprese di pulizia.

Nella nota ministeriale  n. 9537 del 14 dicembre 2009 c’è scritto che della risorsa finanziaria complessiva comunicata alle Scuole:

 

·              l’importo pari agli 8/12 di quanto comunicato (con le note non. 8370 e 8786 del 2009) va destinato al finanziamento del fondo di istituto per i mesi di gennaio ed agosto 2010;

·              la spesa per i contratti di fornitura dei servizi di pulizia ed altre attività ausiliarie deve essere prevista nella misura massima del 75% del corrispettivo pattuito nel contratto in essere e conseguentemente a fronte dell’ottimizzazione del servizio, la spesa per tale voce va ridotta del 25% rispetto a quella dell’anno in corso;

·              la rimanente somma è destinata alle spese per supplenze, funzionamento ed esami di Stato;

 

 

 

  1. Oltre gli opportuni incontri richiesti dalle segreterie generali delle OOSS -come sopra ricordato - e altre iniziative che vorranno assumere, nell’immediato cosa facciamo?

·         Se è vero –come è vero- che questi provvedimenti unilaterali dell’Amministrazione sconvolgono l’organizzazione del lavoro già contrattata nelle Scuole;

·         se è vero – come presumo sia vero per tutti – che siamo contrari a questi provvedimenti;

·         se pensiamo che sia giusto far emergere il problema perché risolverlo o nasconderlo non ci aiuterebbe a sostenere che questi provvedimenti danneggiano le Scuole;

 

 

lo Snals Confsal di Venezia

 

propone ipotesi operative, comportamenti

che significano anche un’assunzione di responsabilità da parte di ognuno di noi.

 

La riduzione del 25% del contratto delle pulizie alle imprese significa che un quarto del lavoro e delle superfici che esse pulivano da domani dovranno essere affidati ad altri. 

Ma non possono essere (s)caricati sui collaboratori scolastici né possiamo accettare –perché è illegittimo – che un semplice ordine di servizio del DS o del DSGA assegni ai collaboratori la pulizia già svolta dalle imprese.

 

L’ ipotesi operativa è la seguente:

  1. L’organizzazione del lavoro del personale ATA, l’utilizzazione del personale in rapporto al POF, l’adozione del piano delle attività sono tutte materie di contrattazione. Se i contratti sono stati già firmati occorre riconvocare il tavolo contrattuale.
  2. In sede di ri-contrattazione non accetteremo variazioni in aumento, nel senso che non accetteremo che siano aumentati i carichi di lavoro, neppure se ci fosse una qualche disponibilità economica per compensare questo aggravio.
  3. Siamo pronti a discutere su una generale riorganizzazione dei carichi di lavoro del personale collaboratore scolastico riducendo proporzionalmente quelli già assegnati e individuando delle priorità nello svolgimento dei compiti.

 

Insomma, vogliamo dimostrare che questi provvedimenti producono danni ed effetti negativi e alcun incarichi non potranno più essere svolti.

Se non riusciremo a dimostrarlo, se ogni comportamento tenderà  a “risolvere”, a “coprire”, a “nascondere” in vario modo il problema, involontariamente (spero) avremo dato ragione alla tesi ricorrente secondo cui  a scuola si lavora poco, i collaboratori scolastici sono troppi, è giusto tagliare gli organici… .

Ma è veramente questo quello che vogliamo?

 

Visualizza e stampa il testo in formato pdf

 

Webmaster arch. Piero Battistich piero.bat@tele2.it
ottobre 1996 /gennaio 2004 

home page

lA STRUTTURA

la scuola

IL personale

gli argomenti

l'attivita'

le schede

L'ARCHIVIO