Approfondimento della notizia pubblicata lunedì 14 dicembre 2009 - ore 19:19

Argomento: Argomento generale
Personale: Tutto il personale in servizio
Scuola: Tutti gli ordini e gradi di scuola

AULE SOVRAFFOLLATE

Il nostro commento alla Ordinanza n. 1011/2009 del TAR Veneto, che non accoglie la nostra domanda cautelare.

 

L’INGIUSTIZIA DELLA GIUSTIZIA Quando un’aula scolastica può dirsi sovraffollata ai fini dell’evacuazione antincendio ?

 

 

di Giovanni Giordano

segretario provinciale Snals Confsal di Venezia

 


Se qualcuno pensa che la risposta a questa domanda sia contenuta 

 

a) nel DM 26.8.1992, il cui punto 5.0 –art.unico- recita:

Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in:

-          aule: 26 persone/aula.

Qualora le persone effettivamente presenti siano numericamente diverse dal valore desunto dal calcolo effettuato sulla base della densità di affollamento, l’indicazione del numero delle persone deve risultare da apposita dichiarazione

 

rilasciata sotto la responsabilità del titolare dell’attività;

- aree destinate a servizi:

persone effettivamente presenti + 20%;

-          refettori e palestre:

densità di affollamento pari a 0,4 persone/m;

 

b) oppure nella recente sentenza della Cassazione (n. 9542 del 22.4. 2009) che ha affermato il principio secondo cui, in caso di incidente in classe, scatta dapprima la presunzione di responsabilità del docente,

 

quindi diventa necessario per il  datore di lavoro (Dirigente Scolastico) e  l’ Amministrazione Scolastica provare di aver previsto le misure necessarie e gli spazi adeguati a consentire la libertà di movimento degli alunni e l’ordinato svolgimento delle lezioni;

 

c) oppure nelle oggettive difficoltà di insegnare e/o sorvegliare semplicemente una classe numerosa in spazi angusti;

si sbaglia. Clamorosamente.

 

 

La risposta, non definitiva, è nell’Ordinanza del TAR Veneto-III Sezione– n. 1011 del 4.11.2009, che respinge la domanda cautelare dello Snals di Venezia sulla formazione delle classi per l’a.s. 2009-2010. Insomma lascia intendere che non c’è nessuna anomalia, nessun rischio, nessun pericolo se una classe è composta da  27, 29, 30, 31 … alunni.

C’è però qualche responsabilità. Di chi? Della Scuola, ovviamente.

 

Per i giudici è così. E’ triste doverlo constatare perché è ingiusto, è strano. E non a caso l’Ordinanza brilla per la sia illogicità, per la sua infondatezza, per la sua contraddittorietà, per la sua incompletezza, per la sua scarsa chiarezza.

 

Non sono di mia spettanza i rilievi giuridici, lo faranno i legali nel proporre appello al Consiglio di Stato. Ma sugli altri aspetti sento il bisogno e il dovere di dire qualcosa.

 

In premessa occorre specificare che con il ricorso lo  Snals Confsal di Venezia chiedeva l’annullamento del provvedimento di formazione dell’organico di fatto per l’a.s. 2009-2010 per la provincia di Venezia, ed in particolare per la parte in cui l’Amministrazione aveva  determinato la formazione di classi con più di 25 alunni (e con più di 20 ove era presente un

 

alunno diversamente abile), nonché i provvedimenti dei singoli istituti con cui erano state formate classi con più di 25 alunni, e con più di 20 in presenza di alunni diversamente abili.

 

E poi:

1) l’Ordinanza n. 1011 del 4 novembre 2009 appare in contrasto con la precedente n. 375/2009, nella quale in sostanza si diceva che il problema delle aule sovraffollte andava posto sull’organico di fatto e non sull’organico di diritto. Lo abbiamo fatto. E allora?

 

2) Le conclusioni  sono in contraddizione con le premesse. Leggiamo.

“… considerato che tale decreto (DM 26.8.1992) … stabilisce soltanto che, nella determinazione delle misure per l’evacuazione in caso di emergenza, si deve partire dal parametro 26 persone per aula e che, se in specifiche situazioni  questo parametro  non viene osservato, (potendo così influire sul sistema di evacuazione), è necessario adottare degli accorgimenti in modo da assicurare comunque un ordinato esodo in caso di emergenza e darne atto con una dichiarazione…

si respinge la domanda cautelare”.

Lo sanno i giudici che questi accorgimenti non sono stati adottati? Sì, lo sanno, perché nel ricorso lo abbiamo affermato e dimostrato.

E perché non hanno sospeso i provvedimenti di formazione di quelle classi – tutte - dove non erano stati adottati accorgimenti per assicurare comunque un ordinato esodo?

 

3)  Il problema delle classi con più di 20 alunni in presenza di alunni diversamente abili. Non è stato neppure sfiorato. Ignorato completamente. Per forza, non è certamente un fatto che riguarda i giudici, questo. Che si arrangino le Scuole: dirigenti scolastici, docenti ata, genitori! Che vergogna!

 

 

 

Questa Ordinanza non è un atto di giustizia, è un attentato alla incolumità di alunni e personale della Scuola. 

E’ un modo, neppure elegante, di “scaricare” tutto il grave problema sul dirigente, perché è lui, in qualità di datore di lavoro, che dovrebbe adottare degli accorgimenti. Quali?

E’ voler chiudere gli occhi su condizioni organizzative che richiedono spazi adeguati per consentire la libertà di movimento ad ogni alunno e l’ordinato svolgimento delle lezioni

Questa giustizia ha la stessa logica delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo... così campo meglio!  E’ridicola perché insulsa, impacciata. E’ irrispettosa, pusillanime perché non ha mostrato la volontà, il coraggio di decidere, di gettare un sasso nello stagno ormai maleodorante delle norme sulla sicurezza nelle aule scolastiche  –perfermarci a questo- e delle sue inesistenti applicazioni. 

Le norme sono disattese, tante scuole sono prive del certificato di prevenzione


incendi e di agibilità. Ma non interessa a nessuno. Noi chiediamo che le norme siano applicate e loro, i giudici,  – alla ricerca ossessiva di cavilli e/o interpretazioni - emettono ordinanze fumose senza dare una risposta alla domanda di fondo: in un’aula ci possono stare più di 26 persone? Se sì, quali le deroghe? E se non ci sono? Se dovesse accadere un qualcosa, se la sente qualcuno di assumersi una qualche responsabilità? Certamente no. E’ il personale della Scuola che deve risponderne, benché costretto a lavorare in condizioni di rischio.

Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla” diceva Giordano Bruno ai giudici  che l’8 febbraio del  1600 lo condannavano al rogo.

 

 

Tranquilli, comunque. La nostra azione continua. E facciamo anche appello al Consiglio di Stato


 


 

 

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