Approfondimento della notizia pubblicata giovedì 2 marzo 2000 - ore 00:00

Argomento: Sviluppo della professione docente
Personale: Tutto il personale docente
Scuola: Settore secondario (scuola media inf. e sup.)

SVILUPPO DELLA PROFESSIONE DOCENTE (art.29 CCNL/99 e art.38 CCNI/99)
Si trascrive il testo del comunicato stampa diramato in data 1 marzo 2000 a cura della Segreteria Generale Snals - Roma.
FORTE APPELLO DELLO SNALS A D'ALEMA Un forte appello a riportare al centro della iniziativa legislativa il problema di una effettiva valorizzazione della funzione docente, è stato rivolto al Presidente del Consiglio Massimo D'Alema, dal leader del più forte sindacato della Scuola. Nino Gallotta, Segretario dello SNALS, ha sottolineato in premessa che "le tensioni esplose all'interno della Scuola italiana e la difficile situazione che il Governo si è trovato a fronteggiare, non possono e non devono rimanere senza risposta. Soprattutto non deve ripetersi la triste esperienza di impegni, assunti dal Governo di fronte alle Camere in occasione del dibattito sulle Mozioni proposte dai Presidenti dei Gruppi Parlamentari, e poi, nella sostanza, elusi, con la conseguenza di far deperire ulteriormente le condizioni del nostro Sistema Scolastico". Gallotta rileva che sono in gioco le credibilità delle istituzioni e le stesse ragioni della politica e rileva le difficoltà di tenuta di quella parte del Movimento Sindacale che ha più responsabilmente inteso collocarsi a fianco dei reali interessi della Scuola italiana. "Il punto di discrimine" per Gallotta è la piena valorizzazione della funzione docente. A suo avviso "la linea di costruzione di una carriera fondata sui meriti non può che coordinarsi e aggiungersi al pieno ed efficace riconoscimento di un più adeguato standard stipendiale per tutti, tale che ridia valore alla missione educativa e formativa, riscattandola da anni di stallo, e attuando finalmente l'art. 3 del D.L. 399/88 che prevede il ripristino del raccordo retributivo Scuola-Università". A parere di Gallotta, "la Scuola torni ad essere Scuola, cioè laboratorio vivente della nuova società: ciò implica che vengano definiti i limiti della formazione professionale, pur nel rispetto del ruolo fondamentale delle Regioni. E soprattutto si provveda a definire una cornice certa di risorse pluriennali, come è giusto che accada per una riforma che non può vivere di espedienti e alla mercé delle emergenze". Il leader dello SNALS rammenta, a questo proposito, la proposta a suo tempo formulata e tuttora valida, di destinare, in aggiunta ad una quota fissa del PIL, il 3% del risparmio annuale sulla spesa scolastica, al finanziamento di un Piano pluriennale "che guardi organicamente alle domande di dignità e qualità della Scuola italiana". L'intervento del leader sindacale, assai fermo nei toni, si conclude con l'auspicio che il Governo sappia dare "un segnale esemplare e coraggioso che sconfigga la retorica delle parole e riabiliti la politica".

 

 

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