Approfondimento della notizia pubblicata venerdì 3 dicembre 1999 - ore 00:00

Argomento: Sviluppo della professione docente
Personale: Tutto il personale docente
Scuola: Settore secondario (scuola media inf. e sup.)

SVILUPPO DELLA PROFESSIONE DOCENTE (art.29 CCNL/99 e art.38 CCNI/99)
Lettera del Segretario Generale SNALS sulla necessità di approfondire e di rivedere i contenuti e le procedure sull’attuazione dell’art.29 relativo allo sviluppo della progressione docente.
Roma, 3 dicembre 1999 Prot. 6136 /GL/Concorsi/Y/lett Oggetto: la necessità di approfondire e di rivedere i contenuti e le procedure sull’attuazione dell’art.29 relativo allo sviluppo della progressione docente. On. Ministro, il riconoscimento delle professionalità del personale della scuola, nelle sue varie articolazioni giuridiche ed economiche, costituisce un serio e rilevante problema che non può essere limitato e circoscritto nell’ambito di una questione prettamente sindacale, ma assume contenuti e significati ben più ampi dal momento che viene ad intersecarsi e a dipendere dal consenso di altre istituzioni sociali, in rapporto ai progetti realizzati, agli impegni richiesti e alla produttività dimostrata. Posta in questa dimensione culturale e sociale, l’incentivazione della professionalità dei docenti deve essere perseguita attraverso un’accorta strategia di interventi che sappia coniugare le legittime richieste di avanzamento giuridico-economico della Categoria con la qualità e la competitività del servizio scolastico pubblico. Poiché la professionalità dei docenti si esplica sul “materiale umano” e non sulla quantificazione di un impegno burocratico, l’individuazione degli strumenti e delle procedure per evidenziarla appare non facile e non agevole, soprattutto in ordine all’esigenza di ancorarla a criteri di oggettività e di reale produttività, superando la “fase concorsuale” che, per l’innegabile presenza di un soggettivismo valutativo, per l’aleatorietà di una prova consumata nello spazio di un mattino, per l’esclusione di una larga Preg.mo Onorevole Luigi BERLINGUER Ministro della Pubblica Istruzione R O M A componente del corpo docente e per la sostanziale divaricazione tra l’accertamento della professionalità dell’insegnante e la reale preparazione scientifica e culturale degli alunni, appare ormai del tutto superata dai tempi e dalle nuove esigenze che impongono di saldare la professionalità del docente con il curriculum scolastico degli alunni. Questo obiettivo può e deve essere acquisito tenendo ben presenti tre condizioni essenziali e, direi, pregiudiziali: l’obiettività della rilevazione delle professionalità collettive e individuali, il coinvolgimento di tutto il personale docente della scuola e un ampio ventaglio di accertamento degli impegni professionali qualitativi e quantitativi esplicati nell’assolvimento di un ruolo scientifico e culturale sulla cui specificità non sembrano esserci ormai pareri discordi. I limiti delle intese contrattuali Non è certamente intenzione dello Snals disconoscere gli impegni assunti con la firma delle intese contrattuali, anche se sono a tutti note le sofferenze, le riserve e le controproposte da noi formulate in sede di confronto negoziale di primo e di secondo livello in ordine ai contenuti e alle procedure concorsuali individuate. La riserva scritta apposta dallo Snals al contratto integrativo, per altro, ne è la fedele testimonianza. D’altro canto, un nostro atteggiamento di netta chiusura avrebbe provocato un pericoloso rinvio sine die di una questione che avevamo affrontato con grande decisione e con spirito costruttivo. Abbiamo deciso, alla stretta finale, di siglare un accordo che non ci convinceva del tutto per la sua ambiguità complessiva, per la non effettiva trasparenza delle varie procedure ipotizzate, per l’inaccettabile esclusione aprioristica di larghe fasce di personale e per il tentativo latente di introdurre surrettiziamente una sorta di “controllo ideologico” della scuola e dei suoi operatori. Queste nostre perplessità si sono rivelate fondate a mano a mano che il confronto e l’approfondimento con i nostri iscritti andavano evidenziando un forte e motivato dissenso contro la farraginosità della prova concorsuale e la scarsa garanzia di trasparenza e di oggettività nella rilevazione della cosiddetta “eccellenza”. Poiché il rapporto tra lo Snals e i propri iscritti si è consolidato nel tempo sui principi di effettiva corrispondenza tra le indicazioni di base e le conseguenti determinazioni sul piano delle strategie da assumere, non possiamo e non dobbiamo sottovalutare le legittime tensioni esistenti nella Categoria, a costo di ammettere qualche nostro errore di valutazione e di atteggiamento in una questione francamente difficile e delicata. Non penso che tra gli iscritti alle altre organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi contrattuali esistano valutazioni e convincimenti diversi, anche perché la loro presenza e le loro proteste nelle nostre assemblee di base sono state numerose e rumorose. Si corre il rischio, pertanto, di dar corso ad una fase di innovazione, che ritenevamo potesse segnare un importante svolta di qualità nell’individuazione di un nuovo modello di progressione giuridico-economica nella carriera del personale, senza il necessario consenso dei destinatari dell’innovazione in parola. A ciò aggiungasi che risulta a questo Sindacato un accentuato malcontento in ordine alla previsione sul contratto integrativo del requisito dei 10 anni per la partecipazione alle procedure relative alla cosiddetta "eccellenza". Si assume, infatti, che il suddetto limite di 10 anni risulta del tutto arbitrario, dal momento che non si capisce perché chi ha - ad esempio - 9 anni è escluso dalla valutazione ai fini della "eccellenza" stessa. Si verifica, in pratica, una considerevole disparità di trattamento, che è suscettibile di attivare un contenzioso di portata non indifferente, che occorre responsabilmente prevenire. Su questo punto, è necessaria una approfondita riflessione, prevista peraltro anche dall'art. 44 del contratto collettivo in occasione dell'attuazione dell'autonomia, oramai in fase di avanzata realizzazione. Ne consegue l’esigenza di una pausa di riflessione e di riconsiderazione dell’intera problematica, a cominciare da un indispensabile differimento nell’emanazione dei decreti ministeriali attuativi di prossima scadenza. Lo Snals La invita, pertanto, a considerare l’opportunità di convocare le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto per un doveroso esame delle indicazioni provenienti dal mondo della scuola allo scopo di valutare la possibilità di un parziale ripensamento sui meccanismi elaborati e individuati in sede di contrattazione integrativa. A volte, un gesto di umiltà e di coraggiosa assunzione di responsabilità costituisce motivo di sincero apprezzamento da parte degli operatori scolastici rispetto ad una acritica e immotivata necessità di “salvare la faccia” a dispetto dell’incontrovertibile realtà dei fatti. La proposta dello Snals sul “credito professionale” Ad ogni buon conto, l’attuale riflessione critica dello Snals non poteva non ripartire dalle considerazioni e dalle proposte già espresse in sede di negoziato contrattuale, che ritengo opportuno ribadire in questa nota e che, mi auguro, siano oggetto di attenta riflessione anche da parte Sua. Il perseguimento delle tre condizioni pregiudiziali, prima evidenziate, discende da una considerazione fondamentale: la qualità dell'impegno degli insegnanti si misura sulla produttività e sull'efficacia dei risultati ottenuti dalla singola classe e dall'intero istituto in rapporto alle condizioni socio-culturali di partenza, ai percorsi formativi ipotizzati e agli obiettivi conseguiti. Una seria e oggettiva valutazione della professionalità degli operatori scolastici, pertanto, va inserita nell'ambito di una programmazione didattica decisa e gestita dalla scuola reale in un vero e proprio autogoverno della scuola che costituisce l'asse portante di un nuovo modello di scuola fondato sull'autonomia e sul decentramento decisionale delle singole unità scolastiche. Se si è d’accordo su questa osservazione preliminare, si dovrebbe concludere che la prova concorsuale, così come è stata codificata nell’accordo integrativo, appare sostanzialmente slegata dalle effettive esigenze della scuola reale. E’ necessario, invece, ipotizzare una nuova procedura più oggettiva, più trasparente e più controllabile, attrerso l’introduzione di un “credito professionale” a punti in ragione dei vari impegni professionali assolti. Fissato, ad esempio, a 100 il limite da raggiungere, tutti i docenti con questo credito professionale sarebbero inseriti in una graduatoria di merito, con una ovvia scansione dei tempi della corresponsione del relativo trattamento economico in relazione alle disponibilità finanziarie. Il ventaglio degli impegni professionali sarebbe davvero ampio e riconoscibile in maniera incontrovertibile. Si potrebbero, ad esempio, individuare tre fasce di professionalità da graduare con punteggi diversi: I fascia: titoli di studio successivi alla laurea, attuazione di progetti di sperimentazione didattica, debitamente controllati e valutati, corsi di approfondimento e di recupero delle discipline curriculari, stages di integrazione scuola-lavoro, partecipazione agli organi collegiali, presenza effettiva a scuola, etc.; II fascia: prestazioni riferite a particolari progetti di sperimentazione o a impegni professionali offerti per la realizzazione di proposte di intervento culturale e didattico, deliberate dagli organismi dell'unità scolastica; III fascia: impegni professionali per problemi organizzativi strutturali e didattici riferibili all'istituzione e alla realizzazione dei corsi post-secondari, la formazione dei formatori a livello territoriale per l'aggiornamento professionale, l'utilizzazione delle risorse professionali per i concorsi e gli esami di maturità, l'attività di valutazione e di controllo del sistema scolastico a livello territoriale. Questa ipotesi di griglia di valutazione costituisce naturalmente un primo contributo al dibattito e al confronto, ma, al tempo stesso, rappresenta una significativa prospettiva utile per attribuire contenuti di certezza e di obiettività alla rilevazione e all’incentivazione della professionalità degli operatori scolastici. In definitiva, la nostra proposta si colloca in una più ampia articolazione di iniziative tendenti a valorizzare il ruolo peculiare degli operatori scolastici nell'ottica di una reale riqualificazione del servizio scolastico. Ritengo doveroso, dunque, sollecitare la Sua attenzione alle osservazioni dello Snals per favorire un’auspicabile convergenza sulle proposte ora formulate. In attesa di un positivo riscontro, Le invio i miei più cordiali saluti. (Nino Gallotta)

 

 

home page

lA STRUTTURA

la scuola

IL personale

gli argomenti

l'attivita'

le schede

L'ARCHIVIO