Approfondimento della notizia pubblicata martedì 30 novembre 2004 - ore 00:00

Argomento: Argomento generale
Personale: Tutto il personale in servizio
Scuola: Tutti gli ordini e gradi di scuola

MANIFESTAZIONE SNALS
Le ragioni della protesta.

I dirigenti sindacali dello SNALS-Confsal, in rappresentanza della Scuola, dell’Università e del Pubblico impiego hanno detto NO all’attacco che il Governo con la sua proposta sulla legge finanziaria 2005 ha portato ai rispettivi settori.

Non è possibile, hanno sostenuto con voce alta, finanziare l’avvio del programma di riduzione delle tasse reperendo risorse con tagli indiscriminati a Scuola, Università e Pubblico impiego, settori che per anni hanno già dato l’obolo al Tesoro per il risanamento dei conti pubblici.

In un Paese civile non è possibile “ridimensionare” la Scuola, l’Università e la buona Amministrazione se si vuole rendere servizi di qualità nei settori che rappresentano il volano culturale, professionale e occupazionale.

I manifestanti hanno denunciato la gravissima incoerenza della politica di Governo, allorquando si è voluto far prevalere le ragioni del fisco, tradendo la priorità rappresentata da Scuola e Università, priorità anch’essa presente nel Patto con gli Italiani e nei programmi di Governo.

Il Governo Berlusconi, con queste decisioni, ha tradito Scuola e Università, assicurando nel contempo un irrisorio sollievo fiscale.

Eravamo scesi in piazza per affermare le ragioni di Scuola e Università, in riferimento allo stanziamento di adeguate risorse per i rinnovi contrattuali e per avere garanzie sulla stabilità degli organici, presupposto indispensabile per consentire il reclutamento dei precari; ora ci siamo trovati per difendere con forza almeno gli attuali livelli di investimento! Altro è infatti investire nella scuola, chiedendo magari, a livello europeo, di far sì che la spesa per la Scuola non concorra a determinare i limiti fissati da Maastricht.

Con questi provvedimenti il Governo ha gettato la maschera, ma lo SNALS-Confsal, e con esso Scuola e Università, si batteranno affinché la proposta non passi in Parlamento.

Da qui l’appello alle massime istituzioni dello Stato affinché prevalgano le ragioni per affermare il diritto allo studio, alla formazione, al lavoro, ad un equa retribuzione. “Il sindacato autonomo - ha dichiarato Fedele Ricciato, Segretario Generale dello SNALS-Confsal - ha espresso oggi una protesta partecipata e motivata con le legittime ragioni della Scuola, dell’Università e del Pubblico impiego. Spetta ora al Governo e al Parlamento comprendere gli errori di una politica contro Scuola, Università, Pubblico impiego e il suo personale con l’emanazione di provvedimenti che valorizzino le professionalità presenti. Se non avremo le risposte attese, il Sindacato chiamerà la categoria alle forme più dure di protesta.”

Nel corso della grande manifestazione che mille dirigenti sindacali del sindacato autonomo della scuola SNALS-CONFSAL hanno tenuto oggi in piazza Montecitorio e davanti al Senato, delegazioni di manifestanti sono state ricevute dalla Presidenza della Camera e dalla VII Commissione cultura della stessa Camera e dalla VII Commissione del Senato.

L’appello al Parlamento si è concretizzato, pertanto, con l’illustrazione ai rappresentanti delle massime istituzioni del Paese dei motivi della protesta che hanno portato in piazza i dirigenti nazionali, i segretari provinciali e regionali, i quadri territoriali e una rappresentanza delle settemila RSU elette nelle scuole nelle liste Snals-Confsal.

Le delegazioni hanno portato all’attenzione dei rappresentanti delle Camere, mentre è in corso l’iter per l’approvazione della legge finanziaria del 2005, la richiesta di adeguate risorse finanziarie per i rinnovi contrattuali del personale della Scuola, dell’Afam, dell’Università, della Dirigenza Scolastica e del Pubblico Impiego; la salvaguardia degli organici del personale docente ed ATA, condizione indispensabile per garantire le immissioni in ruolo per le quali il Parlamento, entro gennaio 2005, deve predisporre il piano triennale previsto dalla recente legge 143. Alla VII Commissione Cultura della Camera lo Snals-Confsal ha posto, in particolare, la questione legata ai contenuti del Testo unificato sullo stato giuridico dei docenti, per il quale come è noto lo Snals-Confsal ne ha chiesto il ritiro.

 

 

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