Approfondimento della notizia pubblicata martedì 25 gennaio 2005 alle ore 08:16

Argomento: Trasferimenti
Personale: Tutto il personale NON docente
Scuola: Settore secondario

TRASFERIMENTI ATA
Segnaliamo alcune novità.
La domanda scade il 19 febbraio 2005.

 

Anche quest'anno il contratto sulla mobilità non ha subito significative variazioni nei contenuti, solo delle modifiche.

Alcune novità che riguardano il PERSONALE ATA

Per quanto attiene al personale ATA le variazioni rispetto al contratto precedente sono le seguenti:

all’art. 2 comma 4: “per eccezionali motivi di ordine pubblico e di sicurezza personale, su richiesta delle competenti autorità il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca può disporre il trasferimento o l’utilizzazione del personale interessato, anche in altra provincia, in deroga alle disposizioni di cui al presente contratto”;
all’art. 5, comma 4: “In attuazione di quanto previsto all’art. 60 del CCNL del 24 luglio 2003, il Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale, nel limite delle domande prodotte, entro 10 giorni dalla pubblicazione dell’ultimo dei movimenti previsti dispone la restituzione alla qualifica di provenienza nei confronti del personale A.T.A. che ne ha fatto richiesta sui posti rimasti vacanti e disponibili dopo le operazioni di mobilità, fatti salvi gli accantonamenti per le assunzioni a tempo indeterminato. A tal fine conserva validità il titolo di studio previsto al momento dell’accesso nella qualifica di precedente provenienza.” Tale comma è stato introdotto a seguito della soppressione dell’art. 53 del precedente CCNI;

all’art. 7, punto 2: è introdotta la nota 6 “E’ equiparato il personale perdente posto trasferito d’ufficio senza aver presentato domanda.”;

all’art. 7, punto 2: è inserito il seguente comma finale “Il personale, trasferito d’ufficio nel quinquennio, che risulti perdente posto nella scuola di attuale titolarità qualora presenti domanda condizionata per rimanere in detta scuola, non può usufruire nello stesso anno della precedenza per il rientro nella scuola di precedente titolarità ma mantiene il punteggio di continuità complessivamente accumulato. Ciò in quanto la domanda di trasferimento condizionata al permanere della situazione di perdente posto prevale rispetto alla richiesta di trasferimento in altre sedi, ivi compreso il rientro nella scuola di precedente titolarità.
Permane, tuttavia, anche negli anni successivi, mantenendo il punteggio di continuità, il diritto al rientro nella scuola e nel comune di precedente titolarità, entro i limiti del quinquennio iniziale.”;

all’art. 7, punto 3: il punto 3) è riscritto come segue “personale appartenente alle categorie previste dal comma 6 dell'art. 33 della legge n. 104/92, richiamato dall'art. 601 del D. L.vo n. 297/94.
Il personale, di cui ai punti 1) e 3) nella seconda e terza fase, può usufruire di tale precedenza nell'ambito e per la provincia in cui è ubicato il comune di residenza, a condizione che abbia espresso come prima preferenza il predetto comune di residenza oppure una o più istituzioni scolastiche comprese in esso.”;
all’art. 7, punto IV, dal comma 3: è riscritto come segue “Per il personale trasferito d'ufficio, senza aver prodotto alcuna domanda, o a domanda condizionata in altro comune in quanto soprannumerario a livello distrettuale su posti per l’istruzione e la formazione dell’età adulta, nel caso di distretto intercomunale, per comune di precedente titolarità, si intende il comune sede di distretto.
Tale precedenza si applica, anche, limitatamente al personale A.T.A., a coloro che vogliano rientrare in una delle scuole del singolo dimensionamento che abbia riguardato la scuola di precedente titolarità e da cui sono stati trasferiti nelle situazioni sopra richiamate.
Il personale, trasferito d’ufficio nel quinquennio, che risulti perdente posto nel comune di attuale titolarità, qualora presenti domanda condizionata per rimanere nella scuola di titolarità, non può usufruire nello stesso anno della precedenza per il rientro nel comune di precedente titolarità ma mantiene il punteggio di continuità complessivamente accumulato. Ciò in quanto la domanda di trasferimento condizionata al permanere della situazione di perdente posto prevale rispetto alla richiesta di trasferimento in altre sedi, ivi compreso il rientro nel comune di precedente titolarità.
Permane, tuttavia, anche negli anni successivi, mantenendo il punteggio di continuità, il diritto al rientro nella scuola e nel comune di precedente titolarità, entro i limiti del quinquennio iniziale.

all’art. 7, punto V, il primo comma è riscritto come segue: Nel contesto della procedura dei trasferimenti viene riconosciuta, in base all’art. 33, commi 5 e 7, della L. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, la precedenza ai genitori anche adottivi o a coloro che esercitano legale tutela di portatori di handicap in situazione di gravità, al coniuge e al solo figlio in grado di prestare assistenza alla persona handicappata in situazione di gravità. In quest’ultimo caso la situazione di unicità nell’assistenza, deriva dalla circostanza – documentata con autodichiarazione da parte di ciascun figlio - che eventuali altri figli non sono in grado di effettuare l’assistenza al genitore handicappato in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive, tali da non consentire l’effettiva e continuativa assistenza. (a mero titolo esemplificativo, si indicano i casi di sorelle e/o fratelli minori, handicappati, residenti all’estero o comunque a distanze che non consentono l’effettiva e continuativa assistenza).”

all’art. 44, comma 2: il primo periodo è riscritto come segue: “Può altresì partecipare ai movimenti con le medesime modalità il personale A.T.A. con rapporto di lavoro a tempo indeterminato che sia per qualsiasi motivo in attesa della sede di titolarità. Il predetto personale, al fine di ottenere una sede definitiva nel corso delle operazioni di mobilità, deve presentare domanda di trasferimento per le sedi della provincia di titolarità; in caso contrario verrà trasferito d’ufficio con punti zero”.

all’art. 46, comma 1: definisce le fasi dei movimenti ed è riscritto come segue
“Il movimento dei trasferimenti e dei passaggi si attua in tre distinte fasi:
I - fase comunale: trasferimenti del personale richiedente l'assegnazione nell'ambito del comune di titolarità.
II - fase provinciale: trasferimenti del personale richiedente l'assegnazione a comuni diversi da quello di titolarità ed appartenenti alla propria provincia.
III - fase della mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale: trasferimenti a province diverse da quella di titolarità e passaggi di profilo.”;

all’art. 48, comma 3: è sostituito come segue “Gli interessati dovranno dichiarare la loro posizione di soprannumerari riportando il punteggio con il quale sono stati inseriti nella graduatoria d'istituto nell'apposita casella del modulo domanda”;

all’art. 48, comma 4: è sostituito come segue “La mancata presentazione della domanda, nella ipotesi di riconferma dello stato di soprannumerarietà, comporterà in ogni caso il trasferimento d'ufficio secondo il punteggio attribuito in fase di individuazione come perdente posto comunicato dal dirigente scolastico all’ufficio territorialmente competente”;

all’art. 48, comma 5: è inserita la nota 1 “Il personale trasferito a domanda condizionata che rientra nel quinquennio nella scuola di precedente titolarità, è da considerare come titolare nella scuola dagli anni scolastici precedenti. Si considera invece come trasferito a domanda il personale perdente posto che, nel corso del quinquennio, pur avendo richiesto la scuola di precedente titolarità come prima preferenza è soddisfatto per altre preferenze”;

all’art. 48, comma 17: è riscritto come segue “L’ufficio territorialmente competente, prima delle operazioni di mobilità, in base alla graduatoria unica di ogni singolo dimensionamento (di cui al comma 7 del presente articolo) e rispetto all’organico complessivo delle istituzioni e circoli coinvolti dal singolo dimensionamento assegna il personale ATA non perdente posto alle istituzioni scolastiche derivate dal singolo dimensionamento con le seguenti modalità:
I Riassegnazione, del personale non perdente posto, alle istituzioni scolastiche (anche trasformate in comprensive) di titolarità nell’anno in corso, nel caso in cui sia accertata la relativa disponibilità.
II Assegnazione della titolarità al restante personale, non perdente posto – in base alle preferenze espresse e nel rispetto della graduatoria unica – sui posti ancora disponibili, nelle istituzioni scolastiche derivate dal singolo dimensionamento.
III Completate le operazioni di cui sopra, il personale che non ha potuto, ottenere la titolarità nell’istituto nel quale è confluita la sua sede di servizio (plesso, sezione staccata ecc..) può, ove vi sia la disponibilità del relativo posto, essere riassegnato, a domanda, a tale sede nel rispetto della graduatoria unica e comunque prima delle operazioni di mobilità.
IV Infine l’ufficio territorialmente competente, invita il personale, individuato come perdente posto, a presentare domanda di trasferimento.”;

all’art. 48, comma 18: è riscritto come segue “Il personale di cui al punto II del comma 17 del presente articolo può chiedere, a domanda, di usufruire della precedenza per il rientro nella scuola di titolarità (anche se trasformata in comprensiva) dell’anno in corso. Comunque, tale operazione precede il riassorbimento del personale di cui al punto IV del comma 17 del presente articolo”;

all’art. 48, comma 19: è riscritto come segue “Il personale di cui al punto IV del comma 17 del presente articolo può chiedere, a domanda, di usufruire della precedenza per il rientro in una delle istituzioni scolastiche oggetto del singolo dimensionamento che ha coinvolto la propria scuola di titolarità. Tale precedenza opera in subordine a quella prevista dal comma 18 del presente articolo”;

all’art. 48, comma 20: è riscritto come segue “Qualora dopo la scadenza dei termini per la presentazione della domanda di trasferimento, ma in ogni caso prima dell’inizio delle operazioni di movimento, emergano posizioni di personale perdente posto di cui al punto IV del comma 17 del presente articolo ovvero di personale non perdente posto di cui al punto II del comma 17 sempre del medesimo articolo, gli uffici territorialmente competenti, inviteranno formalmente gli interessati a presentare domanda di trasferimento e/o di passaggio entro 5 giorni dalla data della predetta notifica. Le eventuali nuove domande sostituiscono integralmente quelle precedenti”;


Allegato E - A) tabella di valutazione dei titoli: la nota (e) alla lettera F) del titolo I, è riscritta come segue “Il triennio di riferimento ai fini della maturazione del punteggio aggiuntivo è un qualsiasi periodo di servizio prestato continuativamente per tre anni alle condizioni previste nelle Tabelle di cui sopra, a partire dalla mobilità per l’anno scolastico 2000/2001, in quanto trattasi di norma contrattuale introdotta con il CCDN del 27 gennaio 2000.
L’anno scolastico 2007/2008 (anno di scadenza del triennio di continuità iniziatosi nell’anno scolastico 2005/2006) sarà l’ultimo anno utile per l’acquisizione del punteggio aggiuntivo a seguito della maturazione del triennio.
Si chiarisce che tale punteggio potrà essere utilizzato anche successivamente a tale periodo.
Il punteggio viene riconosciuto anche a coloro che presentano domanda condizionata, in quanto soprannumerari; la richiesta, nel quinquennio, di rientro nella scuola di precedente titolarità, fa maturare regolarmente il predetto punteggio aggiuntivo. Tale punteggio, una volta acquisito, si perde nel caso in cui si ottenga, a seguito di domanda volontaria in ambito provinciale, il trasferimento, il passaggio o l’assegnazione provvisoria, fatta eccezione in caso di rientro, entro il quinquennio, nella scuola di precedente titolarità”;

Allegato E - A) tabella di valutazione dei titoli: al titolo I lettera A) la nota 2 è integrata con “il servizio prestato in profilo diverso da quello di appartenenza a seguito di utilizzazione o assegnazione provvisoria”.

 
 
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